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Paola Zampieri, La difesa del popolo | 8 aprile 2018

Il Pastoral counseling è materia pressoché sconosciuta in Italia. Eppure, accanto all’accompagnamento spirituale e alla confessione individuale, la relazione d’aiuto condotta da persone competenti, in ambiti in cui la fede conta, potrebbe essere preziosa in pastorale familiare, giovanile, pastorale sociale, Caritas e non solo. Di questo si parlerà nel convegno annuale della Facoltà teologica il 20 aprile.

Il counseling in ambito pastorale è un tema che suscita interesse, perché interpreta un bisogno che la società moderna porta dentro: instaurare delle relazioni d’aiuto. In un contesto di pluralità, di disagi, di fatiche, è oggi più che mai necessario trovare persone in grado di sostenere e accompagnare. A questo tema è dedicata la due-giorni padovana che, sotto il titolo “Conoscere se stessi. Identità e finalità del pastoral counseling”, comprende il convegno annuale dalla Facoltà teologica del Triveneto – occasione di dialogo fra le realtà accademiche e formative che si occupano di relazione d’aiuto sul territorio italiano (Facoltà teologica, 20 aprilewww.fttr.it) – e un workshop, opportunità per vivere l’esperienza del counseling sullo sfondo dell’antropologia cristiana (Istituto Barbarigo, 21 aprile, info www.barbaramarchica.it).

Rende le persone più consapevoli delle proprie dinamiche interpersonali e permette quindi di scegliere in maniera più attiva

«Il counseling pastorale, cioè la relazione pastorale di aiuto – spiega don Andrea Toniolo, ordinario di teologia fondamentale alla Facoltà – si distingue dal counseling di ambito psicologico perché, se da un lato instaura una relazione – fondata prevalentemente sull’efficacia terapeutica della parola – fra una persona che esprime disagio e una figura preparata, d’altra parte si caratterizza come relazione affidata al dialogo fra due persone in un contesto di fede, dove la dimensione religiosa e spirituale gioca un ruolo importante».

In Nord America fin dal 1920 ci si è mossi in questa direzione e il pastoral counselor è ormai una figura professionale riconosciuta, come testimonierà al convegno Kirk Bingaman, pastore presbiteriano, professore di Pastoral care and counseling alla Fordham university di New York. In Italia, invece, questo riconoscimento manca, anche se esistono esperienze di qualità, che comunque restano poco diffuse. «La difficoltà a consolidarsi per queste prassi – prosegue Toniolo – è dovuta alla resistenza, in campo psicologico, da parte dello psicologo laico, che normalmente distingue il mondo psicologico da quello spirituale-religioso e vede con sospetto chi unisce i due piani. In campo pastorale, poi, le prassi riconosciute sono l’accompagnamento spirituale e la confessione individuale; una terza figura, quella del counselor appunto, non trova spazio, quando invece potrebbe operare efficacemente nella pastorale familiare e in quella giovanile, nell’assistenza sociale, nella Caritas…».

Il counselor pastorale può accompagnare persone che «vivono un disagio non patologico – sottolinea Toniolo – ma legato alla vita quotidiana, alle relazioni familiari o interpersonali, alla stima di sé. Attraverso la parola e il dialogo, si può favorire una situazione di benessere, di felicità, di serenità interiore. Finalità dell’aiuto è ritrovare l’armonia fra le componenti biologica, psicologica, sociologica e spirituale, in una visione integrale dell’uomo».

L’attività di counseling pastorale, mediante incontri individuali o lavori di gruppo, «permette alla persona di raggiungere una maggior consapevolezza di sé e delle proprie dinamiche interpersonali, e quindi di scegliere in maniera più consapevole e attiva», spiega Barbara Marchica, counselor pastorale, che discuterà a breve presso la Facoltà una tesi di dottorato proprio su questi temi. Su questo versante pratico si svolgerà il workshop, che intende offrire «un’esperienza sulla conoscenza di sé attraverso sette parole chiave (approfondite in altrettanti laboratori, condotti da esperti del settore) che possono essere le risorse per eccellenza del counseling pastorale: dialogo interiore, compassione, comunicazione non violenta, intelligenza emotiva, respiro consapevole, meditazione, espressione artistica».

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